Navigando molti siti e applicazioni web, l’esperienza è spesso poco piacevole: alcune volte l’interfaccia è poco intuitiva o troppo pesante, l’aspetto è sgradevole, l’applicazione non risponde come dovrebbe o è lenta in modo frustrante. Anche se di solito gli utenti non sono in grado di indicare uno specifico problema, si rendono conto lo stesso che qualcosa non funziona nel modo migliore e non tornano più.

Anche uno solo di questi problemi può far sprofondare il tuo prodotto, ed è necessaria una grande capacità su tutti questi fronti per realizzare qualcosa di veramente speciale. E’ per questo motivo che un’attenzione quasi fastidiosa ai dettagli del design, dell’esperienza utente, dell’architettura dell’informazione, della tecnologia e dell’infrastruttura è fondamentale per il successo dei progetti dei nostri clienti.

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Quando le aziende intendono affidare la realizzazione di un progetto software in outsourcing ad un team di sviluppo esterno, generalmente chiedono un preventivo di spesa per scegliere il fornitore.

Una delle tecniche usate per la richiesta di preventivo è la RFP (Request for Proposals), in alcuni casi necessaria per policy aziendale, nella convinzione che sia un modo efficace di scegliere il miglior fornitore.

Nel tempo ho letto molte RFP, tuttavia quasi sempre ho potuto verificare che sono realizzate in modo tale da produrre gli effetti opposti a quelli che il cliente desiderava ottenere, per questo motivo ti spiegherò un metodo più efficace per scegliere un fornitore di sviluppo software.

Mentre la maggior parte delle richieste di preventivo sono focalizzate sul software da costruire e sui costi, penso che sia meglio concentrarsi sul fornitore e il suo team di sviluppatori, scegliendo il migliore e lavorando collaborativamente con loro per costruire il miglior progetto possibile.

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In questi ultimi mesi è in corso una rivoluzione nella distribuzione dei contenuti mobile guidata da giganti quali Google, Facebook e Apple, che sempre di più stanno rafforzando (o acquisendo nel caso di Apple) la loro posizione di canale con il quale fare i conti nei confronti dei publisher.

Questi cambiamenti portano a modi nuovi e innovativi di diffusione dei contenuti, lasciando gli editori in una corsa continua nel cercare di rimanere alla pari.

Sebbene le intenzioni dichiarate siano quelle di migliorare l’esperienza utente con un caricamento delle pagine da mobile molto più veloce tramite formati ottimizzati e strumenti appositi, è chiaro che il loro intento è quello di ampliare la loro quota di mercato nell’advertising da mobile e di legare sempre più gli utenti che usano le loro piattaforme: questo è un altro fattore da tenere in considerazione nella propria strategia di monetizzazione.

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Se dovete realizzare nuove soluzioni digitali ad alto traffico o comunque critiche per il business, assicuratevi di utilizzare alla base tecnologie che consentano di essere configurate e sviluppate appropriatamente per scalare quando necessario.

Non fatevi intrappolare da strumenti che seppur molto noti e diffusi pongono seri limiti alla crescita e comportano tempi e costi elevati per essere adattati.

Ad esempio, il CMS eZ Publish contiene funzionalità avanzate che possono essere attivate in tempi rapidi come la pubblicazione asincrona.

E’ vero che sono richiesti degli specialisti per governare simili tecnologie ma i benefici per il business sono molto elevati.

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“Splash screen? No, grazie”
Le animazioni che vengono caricate all’apertura delle apps non sono quasi mai utili. Anzi, ritengo siano fastidiose per l’utente, anche inconsciamente.
Dopotutto sono secondi preziosi di attesa ai quali si obbliga a sottostare passivamente, senza che l’utente ne ricavi alcuna utilità immediata. Ricordatevi che il suo tempo è prezioso. E se proprio non potete evitarle, riducetene durata e pesantezza all’osso, curandone con estrema cura i dettagli grafici e di animazione: se proprio volete stupire l’utente con effetti speciali, almeno siate sicuri che siano all’altezza delle sue aspettative.

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