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Share The Pain, ovvero come far funzionare un team digitale

In questo articolo tratto un argomento che mi sta molto a cuore che è anche uno di quelli più contro intuitivi, soprattutto nell’ambito del digitale e nella gestione appunto di piattaforme e prodotti digitali.

Un concetto che infatti ripeto spesso è che la tecnologia è tutto sommato facile, se la raffrontiamo al vero problema che è invece quello delle persone.

Inteso come: gestire gli aspetti tecnologici di una piattaforma digitale è il problema minore rispetto a quello di gestire le persone che lo fanno funzionare.

A dispetto di quello che pensano molti non addetti ai lavori, un prodotto digitale non sta in piedi da solo ed è necessario farlo evolvere e correggerlo continuamente.

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Come ottenere un prodotto digitale di qualità evitando i problemi dei contratti a corpo

Alcuni clienti preferiscono ricevere offerte a corpo dai loro fornitori, nella convinzione di poter rimuovere l’incertezza in termini di costo, tempistiche e funzionalità dei progetti. I clienti sono soddisfatti nel pensare di poter mantenere il controllo su questi aspetti, senza tuttavia rendersi conto che così facendo perdono il controllo sulla qualità.

Cosa ci vuole per realizzare un prodotto digitale di alta qualità? Innanzitutto, i prodotti migliori sono il risultato di uno sforzo collaborativo tra cliente e fornitore poiché è necessaria l’esperienza di entrambi. Inoltre, è indispensabile poter adattare un progetto agli inevitabili cambiamenti che ci saranno in corso d’opera, come avviene e come in realtà deve essere in un prodotto digitale.

Non è necessario che tutte le funzionalità siano completamente definite all’inizio del progetto, che è il momento in cui quest’ultimo è meno conosciuto: sia il cliente che il fornitore sono nella posizione di poterle dettagliare meglio solo man mano che passa il tempo.

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Un caso industriale di successo come modello evolutivo dell’XP

E’ proprio vero che sul tema Project Management il mondo software abbia definitivamente preso una strada a sè stante, che ha ormai poco da condividere con altri ambienti di lavoro e sviluppo?

Venendo da più di un decennio di progetti industriali ho dovuto per prima cosa riconoscere ed affrontare le tante diversità rispetto al mondo della programmazione e del web. Penso tuttavia anche che sia stata per me una grande fortuna poter vivere due ambienti tanto diversi, oltretutto sommata a quella di aver conosciuto, nella mia “precedente vita” compagnie appartenenti a Paesi molto eterogenei e con mentalità agli antipodi.

Le fortune vanno valorizzate e mi è quindi venuto naturale cercare di carpire il meglio dalle tante esperienze avute, convinto che nella diversità stia la vera ricchezza e la possibilità – talvolta affatto banale – di integrazione e di continuo miglioramento.

In sostanza, il superamento di modelli classici di project management da sempre legati allo sviluppo industriale di prodotti, a favore di metodi più adatti al mondo della programmazione, sta facendo erroneamente credere che i diversi modelli di gestione di progetto siano destinati a divergere sempre di più. A mio modesto avviso invece c’è spazio per condividere esperienze e avvantaggiarsene nei diversi ambienti.

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L’importanza del collective ownership in un team agile

Programmare in XP è come lo sviluppo con poche pratiche e concetti in più, per esempio i test automatizzati. Comunque come tutto il resto lo sviluppo con XP, a differenza di come può sembrare, è semplice. Ogni concetto di esso è abbastanza semplice a dirsi, tuttavia è metterlo in pratica che diventa più difficile; oltretutto, sotto pressione le “vecchie” tecniche riaffiorano.

Tra alcuni dei concetti come il continuous integration, che riduce i conflitti e pone fine a incidenti e come il pair programming che ha una forza unificatrice nello sviluppo, troviamo il concetto di collective ownership che incoraggia tutto il team a rendere migliore l’intero sistema.

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Le due fasi dello sviluppo di software nei primi mesi di una startup Web

Quando viene lanciata una startup basata su un prodotto o servizio digitale, le prime settimane sono dedicate ad assicurarsi di procedere nella giusta direzione.

Tramite brevi iterazioni di programmazione, si parte sviluppando il set minimo di funzionalità necessarie per lanciare l’applicazione/servizio nel mercato; questo avviene al fine di validare il più presto possibile l’idea al minor costo e correggere la rotta da subito.

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